Tutto sulle memorie USB.

Scopriamo insieme quanto è buona la nostra pendrive senza spendere un centesimo. Migliaia di test pronti su ogni modello in commercio e le guide ai migliori programmi di testing.

Alzi la mano chi non ne possiede almeno una. Piccole, leggere e resistenti, le pendrive USB, possono essere portate ovunque e raggiungere formati davvero incredibili. La tecnologia delle memorie Flash ha raggiunto un grado di avanzatezza tale da renderne il prezzo davvero alla portata di tutte le tasche. Oggi giorno il costo medio per gigabyte oscilla tra € 1,10 e € 1,50 e, sebbene non esista nella realtà una quotazione per gigabyte di memoria, se volessimo ragionare come i nostri nonni, queste sarebbero le cifre, sia fuori che dentro il web.

Oggi le memorie flash USB trovano svariate applicazioni. Esse ci permettono di portare con noi password preziose, raccolte di informazioni e software per il nostro lavoro, dati multimediali come musica, foto e filmati.

E’ difficile scegliere quando ci si trova davanti ad un panorama così immenso. Il mercato è letteralmente invaso da una miriade di case produttrici, ciascuna con lussuosi modelli e con promesse di prestazioni da urlo. Ma come possiamo essere sicuri che le nostre pendrive rispettino davvero i requisiti minimi così tanto cari ai produttori?Il fatto è che: “Non possiamo”.

E’ sempre meglio controllare con i propri occhi, soprattutto perché quel che si compra:

  • può non funzionare bene,
  • può essere sfuggito ai controlli a campione post assemblaggio e presentare un difetto,
  • può essersi danneggiato nel trasporto,
  • oppure abbiamo semplicemente esagerato tutte le volte che lo abbiamo usato impropriamente per aprire una bottiglia di birra davanti agli amici.

Si noti che, per osservare l’ultimo punto della casistica, bisogna calarsi in ben precisi gruppi sociali e trovarsi alla presenza di individui “molto innovativi” o “poco conformisti”. Si lascia al publico lettore la libertà di definirli nell’una o nell’altra maniera, si scelga secondo coscienza e con calma assoluta: bicchiere “mezzo pieno” o “mezzo vuoto”?.