Il diodo è un componente a due terminali che fa passare corrente in un verso e non nell’altro.

Il suo simbolo circuitale è :

diodo_sch

diode_1n4007 xx A lato abbiamo due esempi di diodi; è possibile distinguere il catado dall’anodo della fascia colorata su un terminale: essa rappresenta il catodo xx diodo

Quando una tensione positiva viene applicata tra anodo e catodo (il positivo sull’anodo) passa corrente nel diodo e la sua tensione si mantiene fissa a 0,6-0,7 V. Quando invece il positivo della tensione è applicato al catodo, il diodo si comporta come un circuito aperto.

xx

caratteristica_2

xx Nella figura a fianco sono indicate due grafici, quello della caratteristica reale (a sinistra) e quello della caratteristica ideale (a destra).

Nei diodi si deve stare attenti alla corrente massima che può circolare su di esso e alla tensione inversa applicata (tutti dati che si ricavano dai datasheet).

Ponte a diodi

xx

raddrizzatore

xx

Per la loro caratteristica di “unidirezionalità” del flusso di corrente i diodi sono molto usati per realizzare dei raddrizzatori. I raddrizzatori vengono venduti direttamente in un integrato a 4 terminali tipo quello di figura

Lo schema circuitale è il seguente:

ponte

LED

Sono dei diodi particolari in grado di emettere luce (la sigla sta appunto per Light Emission Diode).

Ne esistono di diverso colore e sono abbastanza facili usare come segnalatori.

xx led xx

Per distinguere il catodo dall’anodo basta guardare il led: un lato è leggermente tagliato e rappresenta il catodo, ovvero il terminale da collegare al potenziale negativo. L’unico accorgimento nell’usare i LED è quello di limitare la corrente che circola mettendo una resistenza serie.

Per calcolare il valore di questa resistenza si deve conoscere la tensione di accensione del diodo (solitamente più alta dei diodi, si trova tra 1 e 2 V e dipende dal materiale con cui è fatto il LED e la lunghezza d’onda che emana) e la corrente di funzionamento (tipicamente da 20 a 30 mA). Una volta noti questi parametri il calcolo è semplice: la tensione a cui è sottoposta la resistenza è quelle di alimentazione meno quella del LED, mentre la corrente si sceglie tra 20 e 30 mA. In questo modo si trova un valore di resistenza, e poi si sceglie un valore di resistenza commerciale che più gli si avvicina.